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Guadagnare comprando e vendendo domini di siti internet

GUADAGNARE COMPRANDO E VENDENDO DOMINI

Guadagnare con la compravendita di domini è un business interessante da intraprendere ai giorni nostri e che non richiede grosse risorse economiche per poter cominciare.

Si può guadagnare tanto attraverso la vendita di un dominio acquistando da terzi o registrandolo in prima persona se si ritiene il nome a dominio interessante e di valore più elevato rispetto al prezzo d’acquisto, con il fine di rivenderlo successivamente ed incassandone il profitto.

Il concetto è semplice da spiegare ma non è così facile metterlo in atto, in quanto questo richiede una certa esperienza, intuizione e fortuna nell’assicurarsi il dominio che sarà appetibile per aziende (end-user) o altri rivenditori (reseller) in futuro.

Nel mercato italiano della compravendita di domini quelli dal più elevato valore sono solitamente quelli del settore economico-finanziario ma comunque tutti quelli che vedono un giro d’affari elevato e grosse somme movimentate.

L’acquisto e la vendita di un dominio

Un nome a dominio è un bene di tipo astratto e per questo si reputa vendita la cessione dei diritti d’uso ed delle credenziali d’accesso, unite al cambio di intestatario.

Qualsiasi dominio può essere ceduto senza restrizioni, tranne quei casi in cui vi è al suo interno una violazione conclamata di diritti registrati altrui che può portare problemi legali non solo per la vendita ma anche per il possesso dello stesso se utilizzato con fini lucrativi o che comunque danneggiano in qualche modo dei titolari dei marchi registrati.

Nessun problema invece per i domini generici che sono composti da parole d’uso comune o che non ledono i diritti di alcuno e che quindi sono nella piena disponibilità di chi desidera acquistarli.

Il valore di un dominio

Sono numerosi i parametri che vengono utilizzati per valutare i domini e si dividono principalmente in fattori interni che caratterizzano il dominio stesso e che non sono soggetti a variazioni e fattori esterni che possono variare nel tempo.

Esempi di fattori esterni sono il grado di indicizzazione suoi motori di ricerca, il domain e la page authority ed altre caratteristiche SEO come i backlink, la presenza di penalizzazioni, etc.

I fattori interni invece sono le caratteristiche come la lunghezza del nome a dominio (da meno lettere è composto il nome più salirà il valore), la facilità di memorizzazione, la presenza o meno di numeri o trattini, la qualità e l’importanza delle parole chiave, etc.

Anche l’estensione del dominio risulta determinante in quanto tra i domini di primo livello ve ne sono alcuni più richiesti (.it, .com) ed altri molto meno di valore (come .biz, .info).

Ricapitolando le caratteristiche che determinano il valore di un dominio sono: la struttura e la composizione del nome, la sua storia pregressa e l’eventuale importanza sui motori di ricerca, l’appetibilità sul mercato e la flessibilità d’utilizzo ed altri fattori esterni come la capacità di trattativa e di compravendita.

Infatti il valore del dominio è il prezzo a cui il venditore è disposto a vendere e quello che l’acquirente è disponibile a pagare, da ciò ne deriva che il prezzo come sempre è il punto d’incontro tra domanda e offerta in base anche alle prospettive di mercato ed all’utilità effettiva per ciascuna parte in causa.

Spesso il valore di un dominio può variare molto rapidamente in presenza di interesse coincidente di più pretendenti, un incremento dell’appetibilità, etc. che possono far lievitare sensibilmente i prezzi.

I domini premium

I domini premium sono innanzitutto quelli dal più elevato valore economico poiché sono composti da una o due parole combinate da essere immediatamente identificativi di un prodotto o di un settore, essendo quindi maggiormente attraenti, utili e desiderati. Ciò comporta ovviamente un incremento di valore.

Non vi sono criteri oggettivi certi e validi in tutte le situazioni a stabilire se un dominio è premium o meno ma vi sono delle caratteristiche che lo possono far supporre ed identificare con una buona probabilità di successo.

Per questo molto spesso ci si affida a delle aziende che si occupano di valutarli se non si è capaci in prima persona, anche se è sempre bene ricordare che si tratta soltanto di una stima e soltanto il mercato può dare certezze.

In via generale un dominio è premium quando: è composto da un nome breve e significativo; contiene parole chiave contraddistinte da grandi volumi di ricerca e competitività; non presenta scadenze e si può ipotizzare la conservazione del suo valore nel tempo; è appetibile per aziende che si creeranno in futuro o prodotti in fase di sviluppo.

Il valore dei domini premium

L’insieme di tutte le caratteristiche di ogni dominio premium rappresenta il valore ed il prezzo dello stesso, che è sempre elevato di molto rispetto al costo di registrazione. Infatti il costo di registrazione di un dominio, seppur variabile in base al top level domain, può andare solitamente dai cinque ai venti euro in media.

Un dominio premium invece vale almeno una somma a quattro cifre come minimo, con massimi record che hanno superato anche i dieci milioni.

Il costo di registrazione o trasferimento potrà quindi essere uguale agli altri domini ma il suo costo d’acquisizione sarà molto differente ed il suo valore nel tempo potrà andare incontro ad oscillazioni in base principalmente all’ aumento o alla riduzione di rilevanza che influisce sul suo prezzo.

Sebbene i domini premium sono più costosi però spesso conviene acquistarli in quanto il nome a dominio breve e facile da ricordare si traduce anche in una maggiore visibilità probabilità di visite spontanee e gratuite che possono portare vendite o comunque un aumento del volume di affari; parlando in parole povere un dominio premium può portare un flusso di visitatori in automatico sul sito web, facilitandone la facilità di accesso di altri.

Per questo motivo i domini premium offrono complessivamente un potenziale di marketing e branding maggiore, a differenza degli altri domini comuni.

L’unico modo per provare e verificare se alcuni domini interessanti sono ancora liberi, registrabili o acquistabili a prezzo conveniente è testare sul campo attraverso i servizi offerti dai registar ed i siti di Whois, che forniscono i dati disponibili di ogni dominio su cui andremo ad interrogare il servizio.

Potrai controllarlo comodamente online ed in prima persona con i tool presenti sui siti who.is, whois.domaintools.com e sui registar come ad esempio quelli italiani di aruba.it e tophost.it.

Il compito del rivenditore di domini

Colui che compravende domini è sempre alla cerca di estensioni di dominio di valore e capaci di fargli ottenere profitti; in pratica si registra un dominio libero ma con buon potenziale di vendita oppure se ne compra uno di proprietà altrui ma in vendita a buon mercato nell’ottica di rivenderlo successivamente e trarne profitto.

Un altro metodo redditizio di acquisizione domini è quello dell’utilizzo di piattaforme di backorder, che grazie all’uso di particolari software sono in grado di registrare domini desiderati in scadenza non appena diventano acquistabili in cambio del pagamento di un corrispettivo in sovrapprezzo per il servizio svolto.

Questa somma è variabile in base al servizio di backorder a cui ci si affida ma anche in base al valore del dominio che si va ad acquistare.

Molto spesso il servizio di backorder attualmente viene offerto dalle stesse piattaforme per la registrazione dei domini, sia in Italia che nel mondo.

Come vendere i domini

La vendita di domini può avvenire in tantissimi modi diversi in base ad ogni situazione distinta.

Innanzitutto come accennato in precedenza il proprietario del dominio non è anonimo ed è identificabile e contattabile senza difficoltà a seguito di una verifica del whois. Ovviamente anche i proprietari stessi possono proporre in maniera attiva il propri domini ai prezzi che desiderano attraverso le piattaforme di compravendita, forum, gruppi, annunci, etc.

Può accadere infatti che un interessato al dominio verifichi che sia già stato registrato e quindi contatta direttamente il proprietario attraverso i dati disponibili online o attraverso la ricerca di tracce sul web cercando il dominio in questione se eventualmente in vendita o attraverso l’eventuale pagina di contatto se presente nel sito stesso.

In questo caso la vendita può avvenire grazie all’iniziativa del compratore che può far concludere la vendita al proprietario senza che questo fosse una sua priorità o l’obiettivo commerciale.

Il caso opposto si verifica quando il proprietario del dominio voglia vendere e per fare ciò diventa difatto un reseller scrivendo direttamente sul sito web in questione la disponibilità alla vendita con i suoi contatti.

Per ottenere maggiore visibilità si possono anche mettere annunci di vendita su forum italiani del settore come come alverde.net e giorgiotave.it.

La terza possibilità è la possibilità della compravendita di domini attraverso una piattaforma specializzata ufficiale come ad esempio Sedo, che in Italia ed in tutto il mondo rappresenta il luogo d’incontro ideale per i venditori di domini e gli acquirenti potenziali.

I siti di compravendita si pongono in qualità di intermediari per la compravendita dei domini in cambio di una fee a transazione conclusa o con costi fissi per servizi premium come valutazioni, posizionamento in vetrina, etc.

Il mercato della compravendita di domini è un settore molto in crescita e ricco, grazie anche all’intermediazione delle piattaforme citate in precedenza.

Questo trend è molto diffuso negli USA, dove questa pratica cominciò già da oltre vent’anni ed a concesso di ottenere profitti di rivendita elevatissimi grazie al boom Internet. Ad esempio nel 2014 è stato venduto il dominio sex.com al costo di 14 milioni di dollari, mentre insurance.com è stato ceduto per 35 milioni nel 2010.

Successivamente questo mercato si è diffuso anche in Europa sebbene a livelli e cifre minori rispetto a quelle americane. L’attuale record europeo è detenuto da Kredit.de ceduto per 892.500 euro, mentre il record italiano è la vendita di giochi.it per 300.000 euro seguito da prestiti.it venduto 200.000 euro.

Quanto si può guadagnare

É bene sottolineare che quelle indicate in precedenza sono cifre record, sono molto rare e quasi impossibili da replicare con domini liberi o a basso costo; questo però non vuol dire che questo settore non sia profittevole: in media i domini possono essere venduti con profitti che vanno dal doppio fino a dieci volte del suo costo di partenza; quindi un profitto niente male specialmente se si tratta di un’attività accessoria che non richiede molti sforzi e molto tempo, ma che può consentire ottime soddisfazioni.

Il consiglio per chi vuole investire oggi nel mercato della compravendita di domini è di cercare di individuare domini liberi o a basso costo anticipando eventuali trend futuri e relativi termini tecnici.